Spiagge libere da rifiuti: è possibile?

I dati ci spiegano come le piccole azioni individuali possono essere di grande impatto

Noi di Veltis abbiamo provato (per deformazione professionale!) ad affrontare l’argomento in un’ottica di analisi, applicando il nostro approccio guidato dai dati alla salute delle  spiagge italiane, concentrandoci sulla situazione rifiuti.

Abbiamo scoperto che può essere non solo divertente, ma anche molto produttivo applicare la Data Analytics, tipica del mondo aziendale, per individuare soluzioni concrete che migliorino ambiente e territorio comune.

Situazione rifiuti sulle spiagge per mappa di calore: il colore arancione indica una maggiore concentrazione di rifiuti sul litorale.

Sono cinque, per l’esattezza 4.9, i rifiuti che in media troviamo nelle spiagge italiane in un’area di circa 10 mq, ovvero all’incirca lo spazio che occupiamo quando ci sdraiamo al mare, in coppia, a prendere un po’ di sole.

Polistirolo, tappi di plastica, mozziconi, cotton fioc, materiali da costruzione, bottiglie, posate e cannucce di plastica, reti e sacchetti, frammenti di vetro e ceramica: queste sono le principali tipologie di rifiuti rinvenute sulle nostre spiagge italiane secondo l’indagine Beach Litter 2019 (Rifiuti sulle spiagge), eseguita dai volontari dei circoli di Legambiente, insieme a cittadini e scuole, attraverso il progetto Volontari x Natura.

“Abbiamo ripreso i dati forniti da Legambiente relativi a oltre 90 spiagge italiane per l’anno 2019 e abbiamo voluto elaborarli più a fondo per analizzare la situazione dei rifiuti in spiaggia”, spiega Daniele Marsero, responsabile tecnico di Veltis, società che si occupa di Business Intelligence e Data Analytics, e che ha seguito l’elaborazione del progetto. “I dati raccolti da Legambiente ogni anno vengono aggiunti al Marine LitterWatch Database, una banca dati della European Environment Agency che si occupa di ambiente e sostenibilità. Questi fanno parte di una grossa mole di open data a cui possiamo accedere per scovare informazioni interessanti, come quella che abbiamo usato per questa analisi sulle spiagge italiane.”

I dati relativi a 90 spiagge italiane sono stati rielaborati e ne è venuta fuori una situazione chiara della quantità di rifiuti sulle nostre spiagge

Nel totale degli ultimi cinque anni le spiagge monitorate arrivano a 400: grazie all’azione di volontari e scuole si è creata la più grande indagine al mondo di citizen science sui rifiuti in spiaggia. 

Se ogni bagnante raccogliesse almeno 5 rifiuti attorno a sé si andrebbe ad abbattere  la contaminazione marina di origine costiera.

“I dati espressi nel rapporto di Legambiente erano per metro lineare e avevamo bisogno di capire più a fondo la distribuzione della plastica e degli altri rifiuti su area geografica. È così che abbiamo rielaborato i dati per superficie e scoperto che in uno spazio di 10 metri quadrati, poco più di quello che occupiamo quando siamo sdraiati al sole, in coppia, con telo, sdraio e borse, ci sono, in media, quasi cinque rifiuti gettati a terra. Sebbene questo significhi che potremmo trovare più di 500 bottigliette buttate su una singola spiaggia, il numero non è alto rispetto agli altri Paesi europei, considerando la superficie rapportata alla singola persona, pertanto se ogni bagnante in una singola volta raccogliesse almeno cinque rifiuti attorno a sé si andrebbe ad abbattere quasi a zero la contaminazione marina di origine costiera”.